ARQUATA SCRIVIA AGENZIA IMMOBILIARE BROKERHOUSE



Arquata Scrivia e zone limitrofe vendita e locazione immobili 
residenziali, commerciali e attività commerciali:
IMMOBILIARE BROKERHOUSE S.r.l.s 
-Arquata Scrivia- Piazza San Rocco 4 
-15061- TEL. 01431432640

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Arquata Scrivia (AL)
Arquata Scrivia Appartamento in villa risalente al 1898 composto da primo piano, secondo piano e soffitta di circa 80 mq netti per piano. Giardino privato e cintato - carrabile di 1680 mq circa Autorimessa di 36 mq circa con cantina e ripostiglio interrati e recinzione del terreno : concessione edilizia del 18/11/91 Gazebo di 30 mq circa con BBQ - autorizzazione del Comune di Arquata Scrivia del 27/05/2003 Manutenzione straordinaria della copertura incluso gronde e pluviali effettuata nel 1999 Arredata
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Nel Comune di Arquata Scrivia, AV243V a 2 km dal centro, Vendesi villa padronale , parco esclusivo di 5.000 mq. completamente recintato.Antica villa padronale, risalente ai primi di 800, in parte ristrutturata, attualmente composta da n. 2 unità abitative distinte, entrambe composte da: cucina abitabile, salone, sala da pranzo, tre camere e doppi servizi, oltre ai locali multiuso. Le due unità abitative possono essere facilmente unite per tramite la scala interna esistente.La proprietà dispone inoltre di un fabbricato , uso autorimessa.Il prezzo e trattabile.

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Quanto costa comprare casa



Quando si acquista un'abitazione è bene tenere presente che al prezzo dell'immobile bisogna aggiungere altre spese importanti. In quest'epoca di mutui con contagocce è quindi più necessario che mai prevedere tutti i costi relativi all'operazione. 

Vi presentiamo un quadro completo per orientarsi tra imposte e notaio


Prima casa


Le imposte, che variano a seconda di chi è il venditore.in ogni casa l'acquisto della prima abitazione consente di godere di un regime fiscale agevolato

Se il venditore è un privato 


•    imposta di registro del 3%

•    imposta ipotecaria fissa di 168 euro

•    imposta catastale fissa di 168 euro

Se il venditore è un impresa costruttrice (o di ristrutturazione) entro 4 anni dall’ultimazione lavori


•    iva del 4%

•    imposta di registro fissa di 168 euro

•    imposta ipotecaria fissa di 168 euro

•    imposta catastale fissa di 168 euro

Se il venditore è un'impresa costruttrice (o di ristrutturazione) dopo 4 anni all’ultimazione lavori


•    iva esente

•    imposta di registro del 3%

•    imposta ipotecaria fissa di 168 euro

•    imposta catastale fissa di 168 euro

Seconda casa


Se il venditore è un privato oppure un’impresa “non costruttrice”e che non ha eseguito lavori di restauro, risanamento o ristrutturazione, oppure un’ impresa “costruttrice” (o di ristrutturazione) che vende dopo 4 anni dalla data di ultimazione dei lavori

•    imposta di registro del 7%

•    imposta ipotecaria del 2%

•    imposta catastale del 1%

Se il venditore è un’impresa costruttrice (o di ristrutturazione) che vende entro 4 anni dall’ultimazione lavori


•    iva del 10% (20% se immobile di lusso)

•    imposta di registro fissa di 168 euro

•    imposta ipotecaria fissa di 168 euro

•    imposta catastale fissa di 168 euro

Le imposte di registro, ipotecaria e catastale si possono versare dal notaio al momento della registrazione dell’atto. Dal 1° gennaio 2007 ( per effetto della legge finanziaria per il 2007), soltanto per le compravendite di immobili ad uso abitativo, comprese le relative pertinenze (box, garage, cantine) a favore di un privato (acquirente), si può assumere come base imponibile il valore catastale, anziché dal corrispettivo pagato. Il prezzo reale è la base imponibile per negozi, terreni e uffici

Vendita prima casa e acquisto di un'altra (prima) casa, cosa prevede la legge



Si può comprare una casa e usufruire nuovamente dei benefici della "prima abitazione" anche si è già proprietari di un altro immobile per cui si è già usufruito delle agevolazioni? Vediamo cosa dice la legge.

Acquisto prima casa e preesistenti diritti su altri immobili "prima casa"

La legge prevede tra i requisiti per accedere alla prima casa quello della non titolarità di altro bene immobile sul territorio nazionale per il quale già si usufruisce dell'agevolazione in parola o di altre simili. Il requisito è stabilito alla lett.c), nota II-bis, art.1, P.te Prima, DPR 131/1986 (d'ora in poi nel testo: "la Nota II-bis"). Ricordiamo che il DPR 131/1986 è il testo unico sull'imposta di registro.

Testualmente, la detta lettera c) prevede che, per poter usufruire del beneficio, l'acquirente non deve "essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni" in questione o di altre leggi (citate espressamente nel testo integrale della lettera, cu si rimanda); della sussistenza della condizione di cui alla lett.c) l'acquirente deve fare dichiarazione nell'atto di acquisto.

La Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1, co.55, L. 208/2015), aggiungendo il comma 4-bis nella detta Nota II-bis, ha previsto che si può acquistare ugualmente il nuovo bene, e dunque usufruire dell'agevolazione per la prima casa, se entro l'anno dalla data dell'atto (di acquisto) si procede a vendere il bene che non ci fa rispettare la condizione di cui alla lett. c.

La questione pone varie domande; noi menzioniamo qui alcune risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Credito d'imposta e riacquisto prima casa

Un quesito attiene al godimento del credito d'imposta: la normativa prevede, infatti, per il caso di nuovo acquisto di bene con i requisiti della prima casa entro un anno dalla vendita di altro avente i requisiti della prima casa, la possibilità di godere di un credito d'imposta (art. 7, L. 448/1998).

Si può usufruire comunque del credito d'imposta anche se l'acquisto del nuovo bene avviene prima della vendita del bene preposseduto?

La risposta dell'Agenzia (circolare 12E del 2016) è: sì, si può usufruire. Ciò in quanto la ratio della riforma della normativa sulla prima casa è quella di agevolare la sostituzione dei beni con i requisiti della prima casa.

Se il nuovo acquisto è soggetto ad IVA
Nella Legge di Stabilità 2016 la nuova norma menziona solo l'imposta di registro: la previsione vale anche se il nuovo acquisto è soggetto ad IVA?

La risposta dell'Agenzia delle Entrate (circolare 12E del 2016) è sì, in quanto in materia di IVA agevolata la norma (punto 21) della Tab. A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972), fa espresso rinvio alla ricorrenza delle condizioni di cui alla Nota II-bis) citata.

La modifica delle condizioni di cui alla Nota II-bis incide quindi anche sull'applicazione dell'aliquota agevolata IVA del 4 per cento.

Se il nuovo acquisto è a titolo gratuito
L'agevolazione della nuova norma è ammessa anche nel caso in cui l'acquisto del nuovo bene (con l'impegno dell'acquirente a vendere entro l'anno) sia a titolo gratuito?

La risposta dell'Agenzia delle Entrate (circolare 12E del 2016) è sì, in quanto la normativa in materia di donazione e successione (art. 69, co. 3 e 4, L. 342/2000) richiama espressamente le agevolazioni di cui alla Nota II-bis.

Anche in questo caso, dunque, la modifica della Nota vale anche per gli atti a titolo gratuito. Nell'atto dovrà risultare l'impegno dell'acquirente a vendere il bene preposseduto alle condizioni di legge.

Acquisti prima della modifica della Legge di Stabilità 2016
Può in qualche modo usufruire della nuova norma (sotto forma di rimborso o di credito d'imposta) chi nel 2015, quindi prima della modifica normativa della Nota II-bis, ha acquistato il bene non potendo godere dei benefici perchè non rispettava la lett. c e poi ha venduto il bene "incriminato" nel 2016, dunque entro l'anno dall'acquisto e dopo l'entrata in vigore della Legge di Stabilità?

La risposta dell'Agenzia delle Entrate (circolare 12E del 2016) è no: la Legge di Stabilità è entrata in vigore dal 1 gennaio 2016 e dunque può riguardare solo atti conclusi successivamente a quella data.

Legge di Stabilità 2016 e immobile che non fruisce dell'agevolazioni prima casa
Tra le altre condizioni prescritte dal DPR 131/1986 vi è quella relativa alla assenza di diritti su immobili nel comune di residenza: testualmente la lett.b della Nota II-bis prevede "che nell'atto di acquisto l'acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l'immobile da acquistare".

L'ipotesi della Legge di Stabilità 2016 vale anche per la condizione di cui alla lett. b? Cioè, si può acquistare una nuova prima casa anche se non si rispetta la condizione dicui alla lett. b, se entro l'anno si rivende il bene "fuorilegge"? L'Agenzia ha risposto di no (circolare 27E/2016) e che la previsione vale solo quando l'immobile già nella titolarià è stato acquistato come prima casa: la ratio della norma è infatti sempre quella di facilitare la sostituzione della prima casa e non però di variare il numero dei destinatari del beneficio.

Mancata vendita entro l'anno
In mancanza della vendita entro l'anno all'atto di acquisto si applica quanto previsto dal comma 4 della stessa Nota II-bis, secondo cui "sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte.

Se si tratta di cessioni soggette all'imposta sul valore aggiunto, l'ufficio delle entrate presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti la differenza fra l'imposta calcolata in base all'aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall'applicazione dell'aliquota agevolata, nonché irrogare la sanzione amministrativa, pari al 30 per cento della differenza medesima. Sono dovuti gli interessi di mora...".

La Circolare 27E del 2016 ha chiarito che si può evitare la sanzione se entro lo scadere dell'anno si comunica all'Agenzia apposita istanza con cui si revoca l'impegno assunto e si chiede la riliquidazione delle imposte: in tal modo si pagherà solo la differenza delle imposte dovute e gli interessi (dal momento che l'immobile non può più fruire delle agevolazioni fiscali legate alla prima casa).

Dopo l'anno, prosegue la circolare, si potrà ricorrere, se sussistono le condizioni, all'istituto del ravvedimento operoso previsto dall'art.13, D.Lgs. n. 472/1997 e così pagare la sanzione in misura ridotta.

AGOSTO 2017

Arquata Scrivia : AA277V Appartamento Termoautonomo in centro paese

scheda-dettaglio-immobile


Arquata Scrivia ( centralissimo ) in prossimità delle scuole e palazzo comunale, in palazzina del centro storico con soli due alloggi: vendiamo appartamento termoautonomo senza spese condominiali, posto al secondo e ultimo piano internamente ristrutturato : parquet - porte - in ottimo stato - cucina arredata - bagno con vasca e doccia . L'alloggio è composto da ingresso, sala, cucina, 2 camere, bagno, rip. Balcone . Posizione centrale e allo stesso tempo silenziosa e tranquilla. IL prezzo è trattabile.

Bonus fiscale sull'acquisto della prima casa



Dal 1° gennaio 2016, in seguito a quanto previsto dalla legge di Stabilità, chi in passato ha acquistato una prima casa usufruendo delle agevolazioni previste e decide ora di comprare un nuovo immobile senza prima vendere il precedente può farlo sfruttando ancora una volta i benefici fiscali. C’è solo una condizione: l’abitazione acquistata in precedenza deve essere alienata entro un anno dalla data dell’atto. Idealista news ha parlato con Annarita Lomonaco, dell’Ufficio Studi Consiglio Nazionale del Notariato, che ha illustrato la norma punto per punto.

La legge di Stabilità 2016 ha facilitato l’applicazione dei benefici fiscali sull’acquisto della prima casa. In che modo ha reso più semplice usufruire delle agevolazioni?

Fino al 31 dicembre 2015 chi voleva acquistare una prima casa avendone in passato acquistata un'altra con le agevolazioni previste doveva necessariamente prima vendere o alienare l’abitazione in questione e solo successivamente poteva acquistare il nuovo immobile usufruendo del beneficio.



Con un mercato immobiliare un po’ in difficoltà, soprattutto negli ultimi anni, non sempre questa sequenza temporale poteva realizzarsi. Il legislatore ha preso atto di tale difficoltà e ha dato vita a una norma che dal 1° gennaio 2016 consente di acquistare la prima casa, quindi una nuova abitazione, usufruendo delle agevolazioni anche se si possiede ancora la precedente acquistata con i benefici fiscali, purché però la si alieni entro l’anno successivo. Sostanzialmente, il legislatore ha dato al contribuente che vuole cambiare la propria abitazione un anno di tempo rispetto a un nuovo acquisto.

Quali sono i benefici fiscali previsti per l’acquisto della prima casa?

Imposta di registro – Stiamo parlando di una norma che è stata inserita nell’ambito della disciplina dell’imposta di registro. Quest’ultima si applica quando si acquista da un privato oppure da un soggetto passivo Iva, ma non dall’impresa costruttrice. L’imposta proporzionale di registro per questi acquisti è stabilita nella misura del 2%. Trattandosi di abitazioni, è possibile che il contribuente scelga di applicare l’imposta sul cosiddetto valore catastale, cioè fare l’opzione del prezzo/valore, quindi il 2% si applica sul valore catastale dell’immobile e non sul valore di mercato. Le imposte ipotecarie e catastali sono dovute nella misura di 50 euro ciascuna.

Iva – L’agevolazione prima casa esiste anche come beneficio nell’ambito dell’Iva, cioè per l’acquisto dall’impresa costruttrice. In questo caso l’Iva ha un’aliquota ridotta, pari al 4%, ma si applica sul prezzo, perché nell’Iva la base imponibile è data dal prezzo di vendita. In tal caso, per quanto riguarda i requisiti e le condizioni, la disciplina degli acquisti prima casa è identica a quella stabilita nell'ambito dell'imposta di registro.

Pertanto, per quanto la modifica normativa di cui stiamo parlando sembri riferirsi letteralmente all’imposta di registro, a nostro avviso, in via interpretativa, proprio perché la disciplina dell’Iva è costruita con un rinvio alla normativa dell’imposta di registro, questa novità può applicarsi anche agli acquisti sottoposti ad Iva. Su questo punto anche l’Agenzia delle Entrate, intervenendo al Telefisco, ha confermato tale interpretazione.

Acquisti per successione e donazione – Come confermato dalla stessa Agenzia, la novità è applicabile anche in caso di acquisti della prima casa per successione o donazione. Infatti, è previsto un beneficio prima casa – sempre in presenza di tutti i requisiti e di tutte le condizioni di cui abbiamo parlato – anche per questi acquisti. In questo caso, l’agevolazione è un’applicazione delle imposte ipotecarie e catastali nella misura di 200 euro ciascuna.

Credito d’imposta – C’è poi il punto relativo al credito d’imposta. Chi vende e riacquista una prima casa ha diritto a un cosiddetto credito d’imposta: può scomputare dall’imposta da pagare quella che ha già pagato per un altro acquisto prima casa. Qui c’è una difficoltà interpretativa. La formulazione letterale della norma sul credito d’imposta dice, infatti, che spetta a chi alieni un’abitazione acquistata con le agevolazioni e ne acquisti un’altra entro l’anno. Quindi la norma sul credito d’imposta presuppone la sequenza alienazione/riacquisto, che fino al 31 dicembre 2015 era l’unica possibile per usufruire delle agevolazioni.

A nostro avviso, però, la finalità della norma e il rinvio alle condizioni della nota II-bis – la disposizione che regolamenta la disciplina prima casa – consentono in via interpretativa di applicare il credito d’imposta anche laddove quella sequenza temporale sia ribaltata. Anche su questo punto l’Agenzia delle Entrate si è mostrata aperta alle interpretazioni e sempre in occasione di Telefisco ha concordato sul fatto che in via interpretativa si deve riconoscere.

Quali sono i requisiti per poter accedere alle agevolazioni per l’acquisto della prima casa?

Chi usufruisce dell’agevolazione prima casa deve rispettare determinati requisiti. Per esempio, nel caso della novità in questione, deve trasferire l'abitazione agevolata preposseduta entro l'anno dal nuovo acquisto.

In sintesi, i requisiti necessari sono, oltre a quello oggettivo (deve trattarsi di abitazioni, escluse quelle di categoria catastale A1, A8, A9):

- la residenza nel comune dove si acquista l’immobile agevolato (in mancanza, la residenza può essere trasferita entro 18 mesi dall'acquisto);

- non possedere, neppure in comunione con il coniuge, altre abitazioni nello stesso comune, a prescindere da come queste abitazioni siano state acquisite;

- poi c’è il requisito della non possidenza di altre abitazioni su tutto il territorio nazionale acquistate con le agevolazioni prima casa ed è quello sul quale è intervenuto il legislatore, consentendo sostanzialmente di spostare anche all'anno successivo dal nuovo acquisto la realizzazione di questo requisito.

Quali sono le cause di decadenza dall’agevolazione?

La mendacità di tutti questi requisiti dichiarati dal contribuente o il mancato trasferimento entro l'anno dell'immobile preposseduto e acquistato con le agevolazioni comportano la decadenza dell'agevolazione, cioè l'amministrazione finanziaria recupera l'imposta nella misura ordinaria (il 9% per l'imposta di registro) ed applica una sanzione (nella misura del 30%).

Oltre a queste ipotesi c'è anche un’altra causa di decadenza: l’alienazione nei cinque anni dall'acquisto dell'immobile agevolato. Nel caso in cui l’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa venga trasferito nei cinque anni dall’acquisto agevolato si verifica la decadenza dall’agevolazione, a meno che il contribuente riacquisti entro l’anno successivo un altro immobile da destinare a propria abitazione principale.

Nel caso di un riacquisto, che evita la decadenza, va precisato che non è necessario si tratti di un riacquisto prima casa – quindi per esempio di un immobile che non sia nelle categorie catastali A1, A8, A9 –, ma occorre la destinazione ad abitazione principale. C’è quindi una differenza tra il requisito oggettivo necessario per accedere al beneficio e il requisito oggettivo del riacquisto, che serve per sanare ed evitare la decadenza.

I pro e i contro di questa misura?

Direi che è una facilitazione per il contribuente, perché prende atto del fatto che soprattutto in questo ultimo periodo il mercato immobiliare ha dei tempi più lenti. Anche le modalità contrattuali sono tali per cui effettivamente a volte chi vuole cambiare casa trova la nuova, ma può avere difficoltà a vendere quella che già possiede.

Questa è una norma che sicuramente – consentendo di accedere comunque a un trattamento fiscale di favore e dando più tempo per vendere/trasferire il precedente immobile – ha effetti positivi. Come capita praticamente con tutte le norme, ci possono essere degli aspetti che necessitano di un’interpretazione. Mi sembra, tuttavia, che i punti di maggiore rilievo siano stati risolti in via interpretativa.


Agevolazioni acquisto prima casa, dal 1° gennaio è più facile cambiare abitazione

La legge di Stabilità 2016 ha introdotto importanti novità anche per quanto riguarda l’acquisto della prima casa. Dal 1° gennaio non è più ostativo il possesso di un’altra abitazione acquistata con i benefici fiscali, purché sia alienata entro un anno.

Il presupposto della non contemporaneità potrà essere realizzato in un secondo momento

Ad introdurre la novità l’art. 1, comma 55, della legge n. 208/2015, attraverso un’integrazione della disciplina dell’agevolazione contenuta nella nota II-bis. In poche parole, cambiare casa è ora più semplice, poiché il presupposto della non titolarità contemporanea di più alloggi acquistati con l’agevolazione potrà essere realizzato in un secondo momento.

Il regime fiscale agevolato per l’acquisto prima casa differenziato in base all’applicabilità o meno dell’Iva

Se la cessione è imponibile ad Iva, l’agevolazione consiste nell’applicazione dell’aliquota ridotta del 4%. Sono inoltre dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale di 200 euro ciascuna, l’imposta di bollo, i tributi speciali catastali e le tasse ipotecarie.

Se invece la cessione non è imponibile ad Iva, l’agevolazione consiste nell’applicazione dell’imposta proporzionale di registro ridotta del 2% con il minimo di 1.000 euro, nonché delle imposte ipotecaria e catastale di 50 euro ciascuna.

Agevolazioni acquisto prima casa, i requisiti

Non cambiano i requisiti dell’agevolazione acquisto prima casa:

- a) l’abitazione deve essere situata nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza, oppure nel territorio del comune in cui egli svolge la propria attività o, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende; nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, deve trattarsi della prima casa sul territorio italiano; la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune in cui è situata l’abitazione acquistata deve essere resa, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto;

- b) nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;

- c) nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare su tutto il territorio nazionale, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni “prima casa” che si sono susseguite dal 1982 in poi.

Agevolazioni acquisto prima casa, le novità

Con la legge di Stabilità 2016 è stata integrata la nota II-bis con l’inserimento del comma 4-bis. Quest’ultimo stabilisce che l’agevolazione si applica anche agli atti di acquisto per i quali l’acquirente non soddisfa il requisito di cui alla lettera c) e per i quali i requisiti di cui alle lettere a) e b) si verificano senza tener conto dell’immobile acquistato precedentemente con l’agevolazione, a condizione che quest’ultimo sia alienato entro un anno dalla data dell’atto. Nel caso in cui tale consizione non si realizzi, si renderanno applicabili le imposte ordinarie, gli interessi e la sanzione del 30% sulla differenza d’imposta.  



Decadenza agevolazioni prima casa, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Nella risoluzione n. 13/E l’Agenzia delle Entrate, recependo alcuni principi emersi alla luce di recenti pronunce della Corte di Cassazione, fornisce chiarimenti su come evitare la decadenza delle agevolazioni sulla prima casa. Il contribuente che vende entro cinque anni l’immobile acquistato con i benefici “prima casa”, ed entro un anno dalla cessione costruisce un altro immobile ad uso abitativo su un terreno di cui il contribuente sia già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato, non perde l’agevolazione.

Quando permane l’agevolazione “prima casa”

Come previsto dal Testo unico dell’imposta di registro, il trasferimento dell’immobile acquistato usufruendo dell’agevolazione prima casa, prima che siano decorsi cinque anni dall’acquisto, comporta la decadenza dal regime di favore, salvo che il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto di un altro immobile ad uso abitativo classificabile in una categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, da adibire a propria abitazione principale.

Come precisato in precedenti documenti di prassi, la decadenza dal beneficio è impedita anche se il contribuente provvede all’acquisto di un terreno sul quale venga realizzato, entro un anno dalla vendita, un immobile destinato ad abitazione principale.

La precisazione recata dalla risoluzione

Il documento di prassi, alla luce della recente evoluzione della giurisprudenza di legittimità, precisa ulteriormente che la decadenza dall’agevolazione è impedita anche se la costruzione del nuovo fabbricato da adibire ad abitazione principale venga effettuata su un terreno di cui il contribuente sia già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato.



Vendita infraquinquennale della prima casa, cosa succede alle agevolazioni

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito cosa accade sul fronte delle agevolazioni nel caso in cui si venda un immobile acquistato usufruendo del bonus prima casa prima del decorso di cinque anni dalla data dell’acquisto.

All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:

Sto per vendere l’appartamento che ho comprato due anni fa usufruendo dei benefici prima casa e non ho intenzione di riacquistarne un altro. Oltre alla differenza d’imposta, dovrò pagare anche una sanzione?

L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:

La vendita dell’immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni “prima casa” prima del decorso di cinque anni dalla data dell’acquisto comporta la decadenza dal regime di favore fruito. Alla decadenza, consegue l’obbligo per il contribuente di pagare le imposte nella misura ordinaria nonché una sanzione pari al 30%.

La perdita del beneficio non opera qualora il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto (anche a titolo gratuito) di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale (nota II-bis, articolo 1, Tariffa parte I, Dpr 131/1986). Tuttavia, laddove sia ancora pendente il termine di un anno previsto per il nuovo acquisto e il contribuente, anche per motivi personali, si trovi nella condizione di non voler ovvero di non poter procedere all’acquisto di un nuovo immobile, lo stesso può comunicare la propria intenzione all’amministrazione finanziaria.

A tal fine, è necessario presentare un’apposita dichiarazione all’ufficio presso il quale è stato registrato l’atto di vendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni. Con tale dichiarazione il contribuente manifesta espressamente la sua intenzione di non voler procedere all’acquisto di un nuovo immobile entro l’anno e richiede contestualmente la riliquidazione delle imposte dovute. Successivamente l’ufficio procede alla notifica dell’avviso di liquidazione dell’imposta dovuta (data dalla differenza tra quanto già pagato in misura agevolata e l’ammontare delle imposte in misura ordinaria) e degli interessi (calcolati a decorrere dalla data di stipula dell’atto di compravendita dell’immobile oggetto di agevolazione), senza applicare la sanzione del 30% (risoluzione 112/E del 27 dicembre 2012).

Al contrario, decorso il termine di un anno dall’alienazione senza che il contribuente abbia proceduto all’acquisto di un nuovo immobile ovvero abbia comunicato al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate l’intenzione di non voler più fruire del trattamento agevolativo, si verifica la decadenza dai benefici “prima casa”. In tale ipotesi, il contribuente potrà comunque accedere, ricorrendone i presupposti, all’istituto del ravvedimento operoso, presentando apposita istanza all’ufficio dell’Agenzia presso il quale è stato registrato l’atto, con la quale dichiarare l’intervenuta decadenza dall’agevolazione e richiedere la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta (risoluzione 105/E del 31 ottobre 2011).

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2016/02/10/119013-agevolazione-acquisto-prima-casa-la-misura-spiegata-punto-per-punto